Quando ero piccolo mi piaceva molto la matematica. Nel mio immaginario, il professore di matematica era esattamente come in effetti era uno dei piu' grandi matematici del XX secolo, Paul Erdos, nonche' devo dire, anche un po' come e' diventato mio padre: capelli arruffati sulla testa e lo sguardo sognante. Lui pero' non e' matematico. Anzi.
Poi invece (non appena divenne un po' piu' difficile) non mi piacque piu'.
Ma i sogni? Restano? Guidano, magari inconsciamente le nostre scelte?
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